Settore in cifre

L’industria italiana dell’Automazione manifatturiera e di processo ha chiuso il 2018 con un fatturato complessivo di 5,1 miliardi di euro ed un incremento del 7,3% rispetto all’anno precedente.

 

Anche nel 2018 l’industria italiana fornitrice di tecnologie per l’Automazione ha confermato il trend di crescita continuativa che ha caratterizzato l’evoluzione del comparto nell’ultimo quinquennio e un profilo più dinamico rispetto alla media del manifatturiero. Fra il 2013 e il 2018 l’Automazione manifatturiera e di processo ha mostrato un incremento medio annuo del fatturato totale del 7% contro poco meno del 2% registrato dal manifatturiero.

Il comparto ha mostrato un andamento dinamico anche nei mercati esteri. Guardando alle esportazioni dirette, nel periodo 2013-2018 hanno registrato un tasso di crescita medio annuo pari al 4%. Nel 2018 le vendite estere dirette di tecnologie per l’automazione industriale hanno sperimentato un incremento su base annua del 4,2%. Nonostante uno scenario a minore potenziale, le imprese hanno saputo cogliere opportunità di crescita in mercati diversificati. Grazie al proseguimento degli investimenti, la domanda europea ha continuato a fornire anche nel 2018 un contributo positivo all’evoluzione dell’export di comparto (+4,6%). Principali mercati di destinazione delle tecnologie italiane per l’automazione industriale in area europea si confermano Germania, Francia e Spagna, con una quota vicina al 30% sul totale esportato. Guardando all’area extra europea, l’export di comparto ha registrato un incremento del 3,9%. Fra la aree geografiche che hanno espresso un maggiore incremento della domanda si annoverano Nord America e Asia Orientale. Occorre rilevare che nelle dinamiche esportative del comparto rivestono un ruolo chiave anche le esportazioni indirette, dato il ruolo abilitante fornito dalle tecnologie per l’automazione lungo la catena del valore.

Nella prima parte del 2019 lo scenario macroeconomico internazionale continua a essere caratterizzato da rilevanti fattori di incertezza, coinvolgendo sia i principali Paesi avanzati sia quelli Emergenti. Alcuni segnali di rallentamento sono presenti anche nell’area europea, che rappresenta un importante mercato di riferimento per le imprese italiane. Nelle più recenti previsioni pubblicate dalla Commissione europea, in corso d’anno l’economia dell’Unione evidenzierà un tasso di crescita positivo ma più debole dell’anno precedente (+1,5% la crescita prevista nel 2019). Nelle attese l’economia italiana mostrerà un andamento meno dinamico della media europea, evidenziando un incremento annuo del PIL inferiore al punto percentuale. Lo scenario previsionale ingloba i rischi legati all’indebolimento delle principali componenti della domanda interna. Guardando al manifatturiero italiano, il clima di fiducia degli operatori evidenzia un crescente pessimismo, in linea con il deterioramento del quadro congiunturale emerso negli ultimi mesi. Un elemento di forte criticità è rappresentato da una brusca frenata degli investimenti che potrebbe fortemente limitare il potenziale di crescita dell’industria italiana nell’anno in corso.

Preoccupa in particolare il ridimensionamento degli investimenti a maggiore contenuto tecnologico, che nel biennio precedente avevano offerto un contributo centrale alla ripresa. Gli investimenti industriali costituiscono un essenziale motore di crescita per l’economia italiana, che vede tradizionalmente una elevata specializzazione nel settore manifatturiero. Le più recenti previsioni pubblicate dal Centro Studi Confindustria delineano un quadro di debolezza per gli investimenti in Italia nell’anno in corso, risentendo di condizioni meno favorevoli legate sia a un contesto macroeconomico più instabile sia al venir meno degli strumenti agevolanti. Questi elementi delineano un quadro più contrastante per l’andamento del comparto Automazione manifatturiera e di processo nel corso del 2019.