Settore in cifre

L’industria italiana dell’Automazione manifatturiera e di processo ha chiuso il 2019 con un fatturato complessivo di 5 miliardi di euro registrando una flessione pari all’1,2% rispetto all’anno precedente.

Risentendo di uno scenario più incerto e della minore dinamicità espressa dalla domanda nei principali settori finali, nel 2019 il trend di continuativa crescita – che ha caratterizzato l’evoluzione del comparto nei sei anni precedenti – ha subito una battuta d’arresto. Da fine 2018 il comparto, che svolge un ruolo centrale come portatore di innovazione all’interno del manifatturiero, ha sofferto della fase di incertezza che ha caratterizzato il ciclo degli investimenti industriali. La minore propensione a investire degli operatori ha frenato anche la domanda rivolta alle tecnologie più innovative, interrompendo bruscamente il percorso virtuoso di rinnovamento del parco impianti intrapreso nel triennio precedente alla luce delle potenzialità offerte in ottica 4.0. In mancanza di un’inversione di tendenza, resa più incerta dall’ulteriore brusco deterioramento del quadro macroeconomico a inizio 2020 per effetto dell’emergenza sanitaria, il rischio è che venga vanificato il processo di trasformazione tecnologica che nella fase precedente aveva fornito nuova linfa alla crescita del manifatturiero italiano. Occorre tuttavia rilevare che l’attuale crisi, imponendo di fatto un’accelerazione nella digitalizzazione dei processi organizzativi e industriali necessari per sostenere l’operatività aziendale, sta dall’altro lato sostenendo la trasformazione della domanda.

Nonostante uno scenario internazionale in peggioramento, nel 2019 il comparto dell’Automazione industriale ha mantenuto nei mercati esteri un andamento di segno positivo, seppur con un ridimensionamento del tasso di crescita rispetto all’anno precedente e alle dinamiche mostrate nell’ultimo quinquennio. In corso d’anno le vendite estere dirette di tecnologie per l’automazione industriale hanno registrato un incremento su base annua dell’1,9 per cento (+4,3% la variazione media annua sperimentata nel periodo 2014-2019). In un contesto di rallentamento degli investimenti, l’area europea ha fornito un contributo positivo, ma più contenuto all’evoluzione dell’export del comparto (+1,8%). La domanda che origina dai mercati extra europei – area a cui è rivolto quasi il 40% del totale esportato – ha sperimentato un maggiore dinamismo (+2,8%), pur componendosi di dinamiche non omogenee fra le diverse aree geografiche. Fra le aree che hanno offerto un maggiore contributo alla crescita delle esportazioni si annoverano Nord America e Africa. Un profilo congiunturale più debole, legato all’andamento altalenante delle quotazioni petrolifere, ha invece limitato la domanda proveniente dal Medio Oriente. Un indebolimento ha caratterizzato anche le vendite estere dirette rivolte all’Asia Orientale.

Nella prima parte del 2020 lo scenario macroeconomico internazionale ha espresso una elevata incertezza. A una fase già di rallentamento del ciclo economico mondiale, si è aggiunto lo shock rappresentato dalla diffusione dell’epidemia Covid-19. In conseguenza di questo evento, le previsioni per l’evoluzione dell’economia globale sono state riviste decisamente al ribasso. Questa fase si caratterizza per una elevata imprevedibilità, essendo legata a fattori esogeni di cui è difficile prevedere evoluzione e durata. Altro fattore critico è rappresentato dalla sostanziale trasversalità ai principali mercati di riferimento (in corso d’anno si prevede un peggioramento del profilo congiunturale per il 90% dei Paesi). All’interno di un’area europea profondamente colpita dal deterioramento del quadro macroeconomico, un profilo molto debole si attende per l’economia italiana, che soffre in misura rilevante gli effetti della diffusione del contagio e le ripercussioni sul sistema economico. L’elevata incertezza di scenario si riflette sulle prospettive di sviluppo del manifatturiero italiano e, in questo contesto, le ultime rilevazioni disponibili segnalano un netto deterioramento del clima di fiducia delle imprese. In una fase già di indebolimento, un elemento di forte criticità è rappresentato dalla battuta d’arresto degli investimenti. Queste dinamiche delineano un quadro più critico per l’andamento del comparto dell’Automazione industriale nel 2020 sia sul fronte interno sia su quello estero.